(24.6.20) Moltiplicare gli alberi in città e fare delle scuole hub di comunità, le proposte di Stefano Boeri agli Stati Generali governativi

24 Giu, 2020

(24.6.2020) Ribattiamo dall’ANSA queste dichiarazioni dell’architetto Stefano Boeri di cui condividiamo fortemente la visione. Alcune sue proposte, formulate nell’ambito degli Stati Generali governativi, ci piacciono tanto: moltiplicare gli alberi in città, fare delle scuole hub di comunità, intervenire nelle aree interne a rischio spopolamento e rigenerare gli edifici energivori, rilanciare le potenzialità dello spettacolo dal vivo per ripensare la prossimità sociale . Il riferimento alle scuole come hub innovativi sembra dirompente ma è molto ragionevole, fu addirittura affrontata nel 1999 quando Luigi Berlinguer era Ministro della Pubblica Istruzione. Si era creato un ambito di lavoro (a cui partecipammo) sul tema delle “scuole aperte”, si trattava proprio in quegli anni di usare le scuole come punti di riferimento, visto che si stavano creando aule multimediali con connessioni internet, in un contesto in cui l’accesso alle reti era decisamente deficitario. Si parlava di “peer education”, quell’educazione tra pari che rende realmente protagonisti gli studenti nei processi apprendimento…s’è perso tutto per strada (la Moratti cancellò tutto il lavoro avviato). Ora contiamo sul fatto che qualcosa accada, non sprechiamo questa crisi.

“Cinque proposte chiare, attuabili, per capitalizzare questa crisi facendone un’opportunità e per trasformare in qualità, e in ricchezza per tutti, gli investimenti post-Covid”: le ha portate l’architetto e urbanista Stefano Boeri al tavolo degli Stati generali dell’economia.    La prima proposta, spiega all’ANSA l’architetto del ‘Bosco verticale’, “è la forestazione: l’impegno a moltiplicare il numero di alberi nelle nostre città, un punto sul quale il premier Conte si è impegnato e che è importante che parta subito”. E poi “il ruolo delle scuole in una città che cambia: devono essere hub di comunità, luoghi centrali – sottolinea – che attraggono folle e corpi: è essenziale che siano aperte, per riscoprire quella comunità di quartiere che dovrà essere la base delle nuove città, con tutti i servizi raggiungibili in quindici minuti”.
Terzo punto, insiste Boeri, “il rilancio dei borghi storici: in Italia ce ne sono oltre cinquemila semi abbandonati”. E ancora “la sostituzione edilizia. Ci sono almeno quattro milioni di edifici energivori che andrebbero abbattuti e ricostruiti: il tema è il rilancio del settore delle costruzioni, ma in nome della sostenibilità e delle qualità ambientali”. E lo spettacolo dal vivo: “Ho proposto di ispirarsi al modello inglese del Live Music Act che permette entro le 23 di fare musica, ma anche teatro e danza, ovunque, con un massimo di 200 persone, senza certificazioni né burocrazia. In un anno in Gran Bretagna sono nate così 25mila nuove imprese culturali. In Italia c’è già una norma di un decreto del 2014 che lo consentirebbe, ma mancano i decreti attuativi: sarebbe un bel segnale di ossigeno per il settore”.

(Fonte ANSA).

Aggiunto da Carlo infante

  

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