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Il Museo Condiviso

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Emmanuele Giudice
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L'intento dell'Architettura Gassosa è proprio questo: attivare le persone e varie discipline a lavorare attorno al tema dell'architettura. Per questo motivo possiamo leggere l’Architettura Gassosa come un progetto politico interdisciplinare, un’opera aperta, per la città e per l’architettura, che non mantiene uno statuto normativo, ma riveste il ruolo di una consapevolezza critica condivisa. D'altronde la società contemporanea ormai non si rispecchia più né nella la città e nelle architetture delle promesse dei “grandi racconti” del passato radicata in un territorio preciso, né nella città delle scatole dorate della postmodernità, con i suoi oggetti dalle mute forme splendenti, immerse nell'abisso della loro “rappresentazione” dove tutto è “interpretazione”. L’idea di una città e di un’architettura nella loro concezione spaziale di luogo geografico da pianificare e programmare stanno perdendo sempre più valore politico e strategico, risultando inadeguate alle strutture con cui la società contemporanea si sta oggi evolvendo. Dobbiamo quindi abbandonare i modelli operativi della modernità per rinnovarli con dei nuovi modelli programmatici con cui costruire il nostro presente e futuro. L'Architettura Gassosa si pone proprio questo obbiettivo ed il Museo Condiviso è una di queste proposte: non un progetto, ma il programma per un'architettura.

 

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Luciano
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In quanto spazio delle Muse, sarebbe infine l'ora che queste ci accompagnino nei luoghi dove sono le persone che ne cercano l'ispirazione. Adesso , o allora quando?

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Emmanuele Giudice
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@lcn-danieli il museo negli ultimi decenni non è più spazio delle muse, luogo di contemplazione, ma spazio di consumo. La città stessa si è pian piano sempre più trasformata da luogo in cui vivere a spazio dove “consumare la vita”: una supermarket city. L’Architettura Gassosa e il Museo Condiviso, vogliono andare in direzione opposta. Vogliono che la città e l’architettura siano spazi e luoghi non di consumo ma di esperienza. Il Museo Condiviso vuole far riaffiorare le muse o vuol dar vita a nuove muse? Non so in che direzione potrebbe andare, non dipende da me. Queste sono scelte che opereranno i suoi utenti, il curatore e il direttore del museo che insieme agli antropologi, i sociologi e i semiotici si occuperanno della gestione del museo. Infondo il museo è semplicemente un laboratorio aperto, non impone un contenitore, né un contenuto, il suo programma è libero, da solo dei suggerimenti-regole di come poter operare.

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Luciano
Registrato: 1 anno fa

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@emmanuele-lo-giudicesinceramente la vedo in maniera diversa, nel museale c'è una funzione importantissima, quella conservativa; e poi amo il tema  della collezione anche neìi'nterpretazione che ne ha dato De Finis ...

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