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Corso su Performing Media alla Sapienza-Università di Roma: il percorso

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Roberta Battaglia
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Registrato: 6 mesi fa

Buongiorno,

tutto il discorso sui walkabout, mi ha fatto venire in mente un'associazione con il lavoro di Janet Cardiff e George Miller (come night walk for Edinburgh). Le loro opere sono definite "audio-video walks" in cui il #cammino dello spettatore è costitutivo della narrazione dell'opera (#drammaturgia degli spazi) e fa si che si intreccino spazio e tempo reali e registrati. Si tratta di un' #esplorazione partecipata, che può essere di una città o di un museo, in cui si è protagonisti dell'azione. Ritengo interessante il fatto che il loro lavoro verta su una sorta di "narrativa cubista" che mescola diversi piani e momenti alla ricerca di nuove #prospettive di percezione della realtà, dove non esiste più solo l'hic et nunc.

Roberta

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Carlo infante
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Registrato: 2 anni fa

ottimo il riferimento a cardiff-miller: sono straordinari ma la genesi dei walkabout è da rilevare nella collabirazione con la Koinè, di cui produssi nel 1988 il primo happening radioguidato nel festival di Narni. vedi qui https://www.urbanexperience.it/silvio-panini-non-ce-piu-con-la-koine-ha-aperto-le-strade-del-performing-media/

anche se va detto che il mio approccio psicogeografico risale al 1977, affinando le azioni politiche-poetiche degli indiani metropolitani

https://www.urbanexperience.it/walkabout/

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Samuel Bibbò
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In relazione a Nuvola, chimera con anima digitale che traccia il nostro esistere in rete: l'analisi delle intenzioni potrebbe essere ampliato come concetto (in futuro) o verrà sempre inteso come dualismo tra intenzioni positive e intenzioni negative? Potrebbe quindi, un giorno, riuscire a captare le sfumature delle intenzioni che vi sono nel mezzo?   

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Massimo
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@samuelbibbo Già ora la sentiment analysis consente di rilevare anche le "sfumature", il risultato dell'analisi consente una stima in percentuale rispetto a valori negativi, positivi, questo consente di tracciare anche frasi "neutre" (ad esempio quando il delta tra i valori negativi e positivi è inferiore a un certo valore: una frase può essere valutata con un grado di negatività del 15% e positività del 75%, o anche negatività al 45% e positività al 50% e in questo caso essere considerata neutra). 
Siamo ancora molto lontani da una vera comprensione puntuale del testo e delle intenzioni, è una analisi puramente indicativa e statistica, ma è qualcosa.

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Martina Tacconelli
Post: 4
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Buon pomeriggio,

ripensando al concetto di Walkabout ho trovato interessante come nella mia mente questo si sia automaticamente affiancato ad un libro letto tempo fa, "Le Città Invisibili" di Italo Calvino. In particolare, il concetto di essere una "palestra dello sguardo partecipato" mi spinge a pensare a quanto sia importante entrare veramente a contatto con i luoghi nei quali viviamo. Calvino scrive: "D'una città non godi le 7 o le 77 meraviglie, ma la risposta che da ad una tua domanda."

Credo, dunque, che dovremmo iniziare ad essere "passeggiatori coscienti", che si fanno domande e trovano le risposte in ciò che li circonda. Dovremmo alleggerirci dello stato di "meraviglia" tipico del turista, che cammina spaesato e spesso troppo velocemente nella città, trattenendo in noi però, la componente fondamentale della curiosità che può effettivamente portarci a trovare le risposte tanto attese. Camminare cercando e non lasciarsi trascinare dall'inerzia. 

Saremo mai uno sciame cosciente? Riusciremo mai a guardare con occhio nomade la città che abitiamo tutti i giorni? Quando saremo effettivamente protagonisti dei nostri spazi?

"Viaggiamo dentro noi stessi quando ci ritroviamo in luoghi che ci ricordano cosa cerchiamo"

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Giorgia Di Stefano
Post: 10
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Registrato: 6 mesi fa

Dopo la lezione di giovedì mi sono soffermata sul concetto di intelligenza aptica.

La tecnologia interagisce costantemente con i nostri sensi attraverso una moltitudine di stimoli: dalla vista dei nostri schermi, al suono delle nostre cuffie, alla vibrazione del nostro cellulare. Il tatto ci permette di notare le texture, di riconoscere le forme e di ricevere ogni tipo di stimolo che gli altri sensi riescono a malapena a percepire. L'essere umano è una specie principalmente orientata alla vista; basiamo molte delle nostre azioni e dei nostri pensieri attraverso questo senso e, in molte occasioni, ignoriamo quanto sia importante il tocco.

La tecnologia tattile cerca di imitare le sensazioni del tatto attraverso vari meccanismi per trasmettere determinati stimoli all'utente.

Tuttavia una domanda non mi abbandona mai e già negli anni ‘50 Alan Turing si interrogava su questa domanda destinata ad aprire un dibattito tuttora attuale: se da un lato siamo sempre più proiettati verso la ricerca di una continua innovazione, sperimentazione, le macchine possono pensare? Se i computer imparano in maniera automatica, significa che sono dotati di intelligenza? 

Intelligenza umana e intelligenza artificiale hanno entrambe la capacità di essere razionali e sistematiche, ma solo la mente umana è anche emozionale, sensoriale, immaginativa. 

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