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Corso su Performing Media alla Sapienza-Università di Roma: il percorso

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Conto sui vostri feedback in questo forum, per confrontarci sugli elaborati da cui trarre l'interfaccia NFT come prova d'esame del corso.

Attendo da ciascuno (fate riferimento anche a quale gruppo fate parte, indicando i cognomi) queste info:  titolo, sottotitolo, tag-parole chiave (minimo 5) e una sinossi di 1000 battute. E ci confronteremo nel merito.

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Buongiorno a tutti,

arrivati ormai a metà di questo percorso, stavo ragionando sulla parola #walkabout, ci pensavo perchè da una parte richiamava in me un concetto nuovo e da esplorare, dall'altra sapevo di averla già sentita ma non ricordavo chiaramente in quale contesto.

La prima volta che ho sentito il termine #walkabout non esistevano ancora le piattaforme di streaming e guardavo ogni settimana le nuove puntante della serie tv Lost in televisione (mi sembra così strano dirlo).
John Locke, personaggio tetraplegico, vuole assolutamente riscattare la sua dignità, vuole ritrovare se stesso, vuole superare i suoi tormenti e per farlo sceglie di iscriversi proprio ad un #walkabout in Australia. Nonostante gli venga negata la possibilità di partire a causa della sua condizione fisica, nella serie è chiaro come al walkabout vengano associate key words come: #rinascita #riscatto #determinazione.

Uscendo da questa sfera prettamente interiore e psicologica, mi ha colpito come il walkabout sia un percorso che possa adattarsi a diverse dinamiche personali e sociali, per questo è così importante chiamarli #walkabout e non semplici passeggiate.

L'esito di un walkabout credo dipenda molto dai partecipanti stessi, perchè presuppone di vivere due esperienze contemporaneamente, una in micro con se stessi e con la propria percezione, una in macro in relazione con la voce narrante, con il gruppo, e con l'ambiente che ci circonda (nel nostro caso la città in tutte le sue sfaccettature).

Ho voluto condividere un pensiero "ad alta voce" perchè mi ha colpito come un termine possa rimanere sopito nella memoria e ripresentarsi in anni e contesti totalmente differenti.

In chiusura condivido le key word che associo ai walkabout vissuti con Carlo Infante e i miei colleghi:

#esperienza #resilienza #condivisione.

https://www.hallofseries.com/lost/lost-locke-non-ditemi-non-posso-fare/

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@elenapusceddu wow! non sapevo di questo riferimento al walkabout nella serie Lost

è una chicca.

Parti da qui, da quelle 3 parole chiave e trova associazioni ulteriori e magari evolvi quella intuizione (sviluppando il concetto di limite, di sfida anche nella combinazione con il performing media...inteso proprio come sollecitazione della percezione attraverso ulteriori prospettive mediali).

Di quale gruppo fai parte, si cosa state focalizzando?

Linko un report emblematico

https://www.urbanexperience.it/il-brainstorming-nomade-sulla-reginaviarum/

in cui si associa la progettazione di intelligenza artificiale e i paesaggi umani.

Proprio in quel contesto sabato 30 settembre 2022 ho previsto (per il progetto Performing Media! per l' Estate Romana)  un workshop in cui sarà importante la presenza di tutti voi del corso, anche perchè vorrei trattare di come un percorso formativo produce dei project work in NFT.

Il nodo teorico sarà "la rete del valore": ovvero come il feedback esperienziale ed educativo dà forma, secondo il principio del prosumer, allo scambio del valore nelle nuove reti blockchain.

Ne parleremo giovedì.

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@carlo Perfetto, grazie per le preziose indicazioni.

Per quanto riguarda il video, sono nel sesto gruppo e abbiamo svolto le riprese proprio la scorsa lezione (21 aprile).

Siamo ancora in fase di brainstorming per quanto riguarda le parole chiave ed il montaggio del video, contiamo al più presto di condividere il nostro lavoro.

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Buonasera professore,

io sono in gruppo con Guidotti Giorgio, Rainone Daniele e Scafati Simone ed abbiamo completato il montaggio e l’editing del video richiesto. Le riprese sono avvenute durante la prima lezione sugli NFT: partendo da questa premessa, abbiamo individuato il nome per il nostro gruppo di lavoro ovvero GRUPPO MINT.

Il termine “Mint” indica l’azione compiuta per pubblicare in modo univoco l’NFT sulla blockchain così da renderlo di pubblico dominio: ci siamo quindi concentrati sul processo attraverso il quale si rompe il confine tra consumatore e produttore; questo anche e soprattutto alla luce delle considerazioni fatte sul prosumer.

Tornando al video, abbiamo realizzato una sintesi tra i concetti chiave indagati nella lezione, gli interventi dei protagonisti della lezione (compresa la NFT artist Izy) e i casi studio (Beeple su tutti) citati durante l’introduzione al tema NFT. Questo giovedì, durante la lezione, ci piacerebbe mostrare il video realizzato, per poi caricarlo sul blog tramite link.

Simone Diodati, 2016734.

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@simonediodati

La prima keyword analizzata è appunto quella che definisce il fenomeno che stiamo osservando, ovvero NFT. In particolare è stato interessante osservare come, nell’introduzione del tema, sia stato sottolineato che la prima domanda da porsi non è cosa sia un NFT ma cosa si possa generare con le potenzialità di questo strumento. Su questa considerazione abbiamo introdotto la terminologia di criptovaluta: è infatti importante specificare come il valore dei beni prodotti non riguardi più le banche centrali o i sistemi interbancari ma si muova su binari completamente differenti.
Personalmente ho trovato molto interessante la sfida di individuare ed associare, ai contenuti progettuali mostrati durante la lezione, opere coerenti con il linguaggio visivo e comunicativo da noi adottato nel montaggio del video.

Giorgio Guidotti, 2003445

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@giorgio-guidotti 

Nello sviluppo del video è stato certamente doveroso specificare e precisare il meccanismo alla base del funzionamento della #blockchain : è quindi questa la nostra terza keywords. Noi troviamo particolarmente distopico un sistema all’interno del quale, in occasione dello spostamento di qualsivoglia quantità di valuta, possiamo tenere traccia del “quando” e del “quanto” ma non di “chi”. Questa informalità apre la strada a sempre più frequenti diatribe sulla privacy all’interno del Metaverso ma, per quanto riguarda la realizzazione del video, il mio gruppo ha voluto mantenere come campo di indagine principale l’asset progettuale del mondo delle criptovalute. È per questo che ci siamo focalizzati sull’incontro con l’NFT artist Izy, documentando la sua attività e la natura dei suoi interventi: da qui si origina il quarto tema osservato, ovvero la controversa e dibattuta questione dell’arte nel mondo delle criptovalute. Ho particolarmente gradito questo incontro in quanto ci siamo confrontati con una realtà che da una parte appartiene all’ecosistema Sapienza, e dall’altra al mondo NFT.
Simone Scafati, 1810569

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@simonescafati 

Nell’atto conclusivo del video è stato citato e reso protagonista un pensiero che ci ha guidato durante tutto il processo di montaggio: l’NFT, così come il cinema, nasce in un ambito e viene gradualmente adoperato in un altro contesto. Questo ci impone il dovere, morale e progettuale, di astenerci dal sentenziare giudizi affrettati su questo fenomeno in quanto l’adozione all’interno del mondo creativo di uno strumento nato nel mondo delle valute digitali è lenta e graduale e l’utente medio, che col tempo diventerà prosumer, ha bisogno di continuità per metabolizzare questa trasformazione.

La nostra ricerca visiva e contenutistica sviluppata all’interno del video si interroga quindi sulle possibili applicazioni e sulle modalità di interazione dell’NFT rispetto al Performing Media. Se è vero che questo strumento ci concede nuove possibilità creative e di riflessione, è anche vero che noi dobbiamo partecipare in maniera attiva a questa traslazione, ponendoci domande scomode, interrogandoci sui processi alla base dei fenomeni e prendendo in considerazione nuovi asset di riferimento.

Daniele Rainone, 2012988

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@giorgio-guidotti

dovete cambiare marcia: vi state sbilanciando troppo su NFT e blockchain.

Ciò non toglie che sia un focus importante ma non mi interessa che venga messo al centro del mio corso sul performing media.

E' come se mi si proponese un project work sul cinema o sul basket.

Quindi come gruppo reimpostate la tag cloud progettuale del project work.  La chiave è quella della nuova rete del valore di cui parlo qui https://www.urbanexperience.it/social-karma-la-nuova-rete-del-valore/

 

Ne parliamo giovedì. Si sono perse settimane nel non-uso di questo forum, peccato.

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@carlo 
Grazie mille per la delucidazione fornita. Stiamo approfondendo la fonte in funzione di una rielaborazione del contenuto. A giovedì.

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Buongiorno,

volevo lasciare un mio feedback sull'incontro con Bruno Cerboni dello scorso giovedì.

Mi ha stupito constatare come una produzione artistica così versatile come la sua si generi a partire da percorsi di vita (da lui citati) teoricamente differenti. Personalmente credo che la sua esperienza da industrial manager e il suo presente da artista generino una commistione produttiva visibile nell'utilizzo dei tanti colori e delle forme dinamiche, organiche tra di loro. In particolare ho apprezzato il modo in cui lui lavora sulla sfumatura dei colori, elemento che sembra essere uno dei capi saldi della sua produzione artistica.

Simone Diodati, 2016734.

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