Palestre di empatia...
 
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Palestre di empatia per Università Roma Tre

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Carla Izzo
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PARTECIPAZIONE:

attraverso il gioco, riqualificare e vivere il territorio

 

CONFLITTO:

tra riqualificazione e degrado...di chi è la colpa?

 
 
 
Questo post è stato modificato 6 mesi fa 4 volte da Carla Izzo
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Pubblicato : 10/11/2021 7:57 pm
Carlo infante hanno apprezzato
Carlo infante
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Credo abbiate visto tutti il mio report https://www.urbanexperience.it/la-citta-come-palestra-dempatia/

usiamolo come traccia per procedere nell'articolazione dei diversi aspetti da focalizzare

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Topic starter Pubblicato : 11/11/2021 12:15 am
Carla Izzo hanno apprezzato
Sara Ciarcia
New Member

1. Risoluzione 

2. Protezione 

3. inclusione 

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Pubblicato : 11/11/2021 5:58 pm
Carlo infante hanno apprezzato
Parole chiave emerse a lezione - 12 novembre
 
Semplicità
Scoperta
Sorpresa – approccio ludico
Ri-scoperta
Nuova visione – amarcord
Percezione
Rifiuto
Curiosità
Albero delle Identità – contrasto tra leggerezza della foglia e forza dei concetti
Consapevolezza
Incontro delle differenze
Condivisione
Empowering – creare le condizioni di abilitazione
Cura
Passato-presente
Valorizzazione
GLOCAL
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Pubblicato : 12/11/2021 3:12 pm

Nel corso della lezione di oggi (12 novembre) ci è stato chiesto di riflettere ancora sulle parole e sui concetti emersi dai due walkabout.

Mi è capitato di pensare nuovamente ad una parola condivisa da me sul blog in occasione dell’esplorazione territoriale: “porte aperte”. Nel corso della lezione, però, ho focalizzato l’attenzione su un’altra parola — “rifiuto” — presentata da una collega che faceva riferimento ad una persona coperta da un telo mentre dormiva tra i cassonetti. Io non mi ero accorta di quella persona, tuttavia questo mi ha fatto riflettere su quanto un quartiere come Esquilino ci mostra contemporaneamente due facce: l’accoglienza (le porte aperte) e l’esclusione (il rifiuto); la cura da una parte e l’emarginazione dall’altra.

 

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Pubblicato : 12/11/2021 6:59 pm
Irene e Carlo infante hanno apprezzato
Sharon
New Member

Nella lezione del 12 Novembre ho potuto ascoltare le mie colleghe e il dott.re Carlo Infante nelle loro riflessioni relativi ai due walkabout effettuati negli incontri precedenti. Pur non avendo partecipato a quest'ultimi, sono quasi riuscita a "toccarli con mano" dai loro racconti. Sono emerse parole chiavi come: scoperta; ri-scoperta; incontro delle differenze; valorizzazione; condivisione etc. Il concetto alla base di tale esperienza, potrebbe essere quella della correlazione tra educazione e territorio, scaturendo in me una riflessione: io stessa quando arrivai per la prima volta in Piazza Vittorio Emanuele pensai "dove sono finita, verrò all'università e scapperò". Il mio erroneo atteggiamento/pregiudizio non mi avrebbe dato l'opportunità di scoprire la bellezza delle piccole e grandi cose che si racchiudono nel quartiere, nella storia e nell'evoluzione del processo educativo e culturale. Ci battiamo  per l'inclusione e l'uguaglianza, ma, spesso, siamo noi stessi ad alzare le frontiere della non inclusione. 

Questo post è stato modificato 6 mesi fa 2 volte da Sharon
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Pubblicato : 13/11/2021 10:36 am
Carlo infante hanno apprezzato
Carlo infante
Membro Admin
Pubblicato da: @sharon

Nella lezione del 12 Novembre ho potuto ascoltare le mie colleghe e il dott.re Carlo Infante nelle loro riflessioni relativi ai due walkabout effettuati negli incontri precedenti. Pur non avendo partecipato a quest'ultimi, sono quasi riuscita a "toccarli con mano" dai loro racconti. Sono emerse parole chiavi come: scoperta; ri-scoperta; incontro delle differenze; valorizzazione; condivisione etc. Il concetto alla base di tale esperienza, potrebbe essere quella della correlazione tra educazione e territorio, scaturendo in me una riflessione: io stessa quando arrivai per la prima volta in Piazza Vittorio Emanuele pensai "dove sono finita, verrò all'università e scapperò". Il mio erroneo atteggiamento/pregiudizio non mi avrebbe dato l'opportunità di scoprire la bellezza delle piccole e grandi cose che si racchiudono nel quartiere, nella storia e nell'evoluzione del processo educativo e culturale. Ci battiamo  per l'inclusione e l'uguaglianza, ma, spesso, siamo noi stessi ad alzare le frontiere della non inclusione. 

giusto, penso che sia doveroso quel salto di qualità che prospetti se s'intende affrontare un percorso formativo sui processi educativi. Il punto è individuare ciò che puoi fare in questa nostra esperienza di walkabout+brainstorming. Visto che non hai vissuto i primi, potresti ricostruire, sulla base delle parole chiave rilevate, la dinamica che abbiamo vissuto in aula associando le TAG alle situazioni evocate. Ti va?

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Topic starter Pubblicato : 14/11/2021 7:27 pm
Carlo infante
Membro Admin
Pubblicato da: @ilaria-napoleoni

Nel corso della lezione di oggi (12 novembre) ci è stato chiesto di riflettere ancora sulle parole e sui concetti emersi dai due walkabout.

Mi è capitato di pensare nuovamente ad una parola condivisa da me sul blog in occasione dell’esplorazione territoriale: “porte aperte”. Nel corso della lezione, però, ho focalizzato l’attenzione su un’altra parola — “rifiuto” — presentata da una collega che faceva riferimento ad una persona coperta da un telo mentre dormiva tra i cassonetti. Io non mi ero accorta di quella persona, tuttavia questo mi ha fatto riflettere su quanto un quartiere come Esquilino ci mostra contemporaneamente due facce: l’accoglienza (le porte aperte) e l’esclusione (il rifiuto); la cura da una parte e l’emarginazione dall’altra.

 

E' importante aver colto questo paradosso, insito nel genius loci dell'Esquilino che avevo così esplicitato nel mio report: L’Esquilino è dopotutto un territorio di straordinaria densità, fuori dalle Mura Serviane (quell’es, sottende ciò che è esterno, fuori dall’abitare, un po’ il contrario di “inquilino”) per via dell’accesso alla città, condizione  che i piemontesi con l’Unità d’Italia esplicitano creando in Piazza Vittorio un vero e proprio centro direzionale per accogliere i nuovi cittadini della Capitale...

L'Esquilino è stato per decenni un varco d'accesso alla città, una SOGLIA: una linea sottile che stabilisce chi è DENTRO e chi sta FUORI. Mi piace pensare che i luoghi abbiano delle proprie COMPETENZE...

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Topic starter Pubblicato : 14/11/2021 7:34 pm
Ilaria Napoleoni hanno apprezzato
Carlo infante
Membro Admin
Pubblicato da: @fridanna-maricchiolo
Parole chiave emerse a lezione - 12 novembre
 
Semplicità
Scoperta
Sorpresa – approccio ludico
Ri-scoperta
Nuova visione – amarcord
Percezione
Rifiuto
Curiosità
Albero delle Identità – contrasto tra leggerezza della foglia e forza dei concetti
Consapevolezza
Incontro delle differenze
Condivisione
Empowering – creare le condizioni di abilitazione
Cura
Passato-presente
Valorizzazione
GLOCAL

in questo grappolo di parole chiave/TAG vedo emergere almeno 3 linee di sviluppo tematico: il METODO d'esplorazione che si pone come condizione abilitante; la contraddizione IDENTITA'/DIFFERENZA tra chi è dentro o fuori dalla società; la nuova progettazione culturale ed EDUCATIVA per trasformare le criticità in nuove opportunità, secondo le sensibilità resilienti e glocal. Siete d'accordo o come precisereste ?

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Topic starter Pubblicato : 15/11/2021 3:02 pm
Sharon
New Member

@carlo Certo!

SEMPLICITÁ, é stato rievocato il giardino di Vittorio Emanuele, il quale grazie all'intervento da parte di FAI - richiesto da "Cittadinanza attiva Lazio Onlus" - ha avuto un duplice obiettivo: salguardare il giardino e renderlo luogo di aggregazione, constatando quanto tutto questo rientri tra interventi educativi, sociali e comunitari.

SCOPERTA, legata prettamente al metodo, analizzando che tutti i partecipanti hanno appunto scoperto e evidenziato aspetti diversi della visita (approccio ludico).

RISCOPERTA, legata all'obiettivo del metodo. Ritornare a vedere qualcosa nella "chiave giusta". Esempio: con il museo si vuole educare ad un'entità nazionale.

NUOVA VISIONE, una collega riportava il suo ricordo da adolescente, di quando si recava alla discoteca laziale del posto.Ora, con palestre di empatia, ha potuto guardare la bellezza del posto non soffermandosi ad un unico luogo. 

CONDIVISIONE, ci sono luoghi nell'esquilino in cui si condivide il pranzo. Abbiamo sottolineato quanto la progettazione aiuta alla condivisione, creando le giuste "condizioni di abitazione" - empowerment.

ALBERO DELLE ENTITÀ, contrasto tra leggerezza della foglia e forza dei concetti.

MERCATO, incontro tra le differenze - da Global a Local - in cui ci permette di affrontare molti meccanismi e differenze attuali. 

 

 

 

Questo post è stato modificato 6 mesi fa 2 volte da Sharon
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Pubblicato : 17/11/2021 1:31 pm
Carlo infante hanno apprezzato

La lezione del 12 Novembre è stato il mio primo incontro a cui ho potuto partecipare e ascoltare le mie colleghe, il dott. Infante e la prof.ssa Maricchiolo riguardo ai primi walkabout di questa esperienza. 
Grazie alle loro descrizioni e parole-chiavi era come se quel posto l'avessi visto direttamente con i miei occhi e aver vissuto emozioni e sensazioni come loro. Da "spettatrice" mi sono sentita "partecipante attiva".
Una parola-chiave che mi ha colpito molto è stata "ri-scoperta". Infatti questa parola con la sua relativa spiegazione, mi ha fatto pensare che molto spesso attraversiamo luoghi senza farci caso, senza soffermarci su quello che ci circonda. Capita spesso con quei posti che vediamo abitualmente, le strade che facciamo abitualmente come quella per tornare a casa. Capita, però, che un giorno ci fai caso a quello che ti circonda magari perchè sei in compagnia di una persona che ti fa notare cose che fino ad allora tu non hai mai notato o magari solo dato per scontato. E' così che quella persona ti consegna la chiave giusta per leggere quel posto, per decifrare ciò che ti circonda e darci un senso grazie alle sue spiegazioni.

Proprio per questo ringrazio tutti voi per questo incontro perchè mi ha dato la possibilità di vivere queste belle sensazioni e pensarci su. 

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Pubblicato : 22/11/2021 1:03 pm
Irene hanno apprezzato
Irene
Eminent Member

@ilaria-napoleoni 

rifiuto - umano ...

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Pubblicato : 22/11/2021 4:38 pm
Irene
Eminent Member

Nel collage che ho pubblicato con nome "libertà limitata", vedete i cancelli del giardino di piazza Vittorio ad apertura limitata da un blocco di ferro non ferzabile a mani nude.

Porte aperte ... ma non troppo, direi. Accoglienza parziale.

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Pubblicato : 22/11/2021 4:40 pm
Patrizia Rocci
Active Member

A seguito della lezione di confrinto in cui sono emerse le nostre parole-chiave, sono tornata a ripercorrere i luoghi esplorati insieme ed ho ri-scoperto  che uno stesso luogo porta sempre a nuove prospettive e analisi.

Con una conoscrnza e sensibilità nuove, ho guardato con più attenzione piazza Vittirio ed ho guardsto meglio ciò che non avevo visto: spazi numerosi di gioco per bambini, spazi dedicati alle colonie feline, spazi dedicati all'addestramebto dei cani, sugli alberi ho visto dei pappagallini verdi neravigliosi...

La sede dell'ordine degli Architetti l' ho trovata chiusa wuesta volta ed ho pensato che sarebbe stato  un vero peccato  se non l'avessi visitato come invece é avvenuto insieme quella mattina del Walk about. Credo sia importante avere un'attenzione all'apertura mentale e avere uno stile di  pensiero 'esplorativo delle differenze, dell'urbanistica, degli spazi sociali ecc.

Ma senza maestri ed insegnsnti  che ci stimolano ad espetienze nuove ,come questa che stiamo vivendo con levPalestre di Empatia , ritengo che da soli sia più difficile e faticoso avere la possibilità di crescere ed accrescere le nostre conoscenze

 

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Pubblicato : 25/11/2021 8:54 pm
Patrizia Rocci
Active Member

A seguito della lezione di confrinto in cui sono emerse le nostre parole-chiave, sono tornata a ripercorrere i luoghi esplorati insieme ed ho ri-scoperto  che uno stesso luogo porta sempre a nuove prospettive e analisi.

Con una conoscrnza e sensibilità nuove, ho guardato con più attenzione piazza Vittirio ed ho guardsto meglio ciò che non avevo visto: spazi numerosi di gioco per bambini, spazi dedicati alle colonie feline, spazi dedicati all'addestramebto dei cani, sugli alberi ho visto dei pappagallini verdi neravigliosi...

La sede dell'ordine degli Architetti l' ho trovata chiusa wuesta volta ed ho pensato che sarebbe stato  un vero peccato  se non l'avessi visitato come invece é avvenuto insieme quella mattina del Walk about. Credo sia importante avere un'attenzione all'apertura mentale e avere uno stile di  pensiero 'esplorativo delle differenze, dell'urbanistica, degli spazi sociali ecc.

Ma senza maestri ed insegnsnti  che ci stimolano ad espetienze nuove ,come questa che stiamo vivendo con levPalestre di Empatia , ritengo che da soli sia più difficile e faticoso avere la possibilità di crescere ed accrescere le nostre conoscenze

 

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Pubblicato : 25/11/2021 8:54 pm
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