Una scuola itinerante, multidisciplinare, inclusiva, gratuita e accessibile a grandi e piccini; senza porte e finestre, senza pagelle e attestati, senza compiti e calendari da rispettare; con luoghi di apprendimento disseminati nei campi, nelle cantine e nelle botteghe, diffusa nei paesi e nei paesaggi d’Italia. “Pratichiamo Restanza, Intrecciamo Relazioni, Coltiviamo Conoscenza”.

Una scuola, promossa da La scatola di latta, adatta a chi vorrà abitare poeticamente e civicamente i propri territori, come quelli salentini (dove il progetto si è avviato) e a chi vorrà conferire pienezza al proprio re-stare. La scuola pratica l’arte socratica della maieutica, ovvero l’imparare a ‘partorire’, grazie agli stimoli degli incontri, risposte, strumenti e soluzioni che ci appartengono ma che abbiamo disarmato. Imparerare dunque a ri-scoprire i nostri luoghi madre, a stimolare e supportare gli enti pubblici e privati locali e internazionali; per sensibilizzarsi alla cittadinanza attiva glocale; per dis-educarsi all’abbandono e imparare l’arte della cura: delle radici e dei fiori.

Da decenni l’Italia è vittima del calo demografico e dello spopolamento per abbandono volontario o forzato da parte dei suoi abitanti. Ma è in atto anche una migrazione interna che, come una bussola, è pressoché unidirezionale e riguarda uno spostamento massivo di cittadini dalle regioni del Sud a quelle del Nord Italia. Interi paesi sono diventati – o stanno diventando – borghi fantasma, mentre le città medio-grandi si apprestano a diventare metropoli prive di spazio vitale.

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