Demopraxia, palestra di resilienza urbana. Esplorazioni Partecipate On-line con gli studenti di Lecce

Come appare la città – nel suo presente ma più che altro nel futuro – a due gruppi di studenti di due istituti scolastici superiori di Lecce (Il Liceo “Virgilio-Redi” e il Tecnico “PrestaColumella”), insieme ad artigiani, commercianti, giovani impegnati nell’associazionismo culturale e migranti?
Ce lo racconterà “Demopraxia, palestra di resilienza urbana”, progetto della Fondazione Emmanuel cofinanziato dalla Regione Puglia nel quadro di “Puglia partecipa”, cui hanno aderito il Comune di Lecce, la Confartigianato e la Confcommercio, in svolgimento nei prossimi 15, 18 e 19 maggio On Line. Le “Esplorazioni Partecipate On-line”, esercizio inedito di Cittadinanza Educativa, del progetto “Demopraxia – Palestra di Resilienza Urbana”, si terranno sulla piattaforma Google Meet delle scuole coinvolte (per accedere bisogna iscriversi, inviando un email a info@fondazione-emmanuel.org) e poi sull‘evento facebook.

Come tutti gli eventi che prevedevano degli appuntamenti “in presenza”, il progetto ha risentito del lockdown e delle misure restrittive in corso ma la Fondazione e le due scuole hanno rimodulato via web le attività previste dal progetto, affinché possano essere realizzate in sicurezza, senza venir meno agli obiettivi che qui si riassumono.
I ragazzi e gli altri partecipanti – che accederanno liberamente all’evento web – saranno protagonisti di sei “esplorazioni partecipate on line” in alcune aree cittadine già individuate in sede di candidatura, al fine di generare un’autentica ibridazione di idee per un uso diverso di strade, piazze, mercati, laboratori, luoghi di cultura, che saranno inseriti in una sorta di “piano regolatore da vicinato”.

Il risultato non cambierà rispetto alla impostazione originale che prevedeva che i walkabout fossero fisici: attraverso queste “conversazioni nomadi” – sia pure via web – si cercherà la sintonia con le piccole storie delle comunità, in un rapporto performativo e connettivo, ognuno apprenderà dall’altro, le relazioni, le fratture sociali, le emergenze ambientali, le sfide dell’arte relazionale saranno riconsiderate, ma anche il ruolo del commercio di prossimità , del micro talento artigianale e dei mestieri a marcata manualità.
In sintesi, – come spiega Stefania Gualtieri segretaria generale della Fondazione Emmanuel – “Obiettivo di Demopraxia è quello di attuare un intervento inedito di inclusione sociale, interculturale e di genere, semplicemente “leggendo” in maniera diversa i paesaggi umani della città, rivelando le peculiarità dei territori e dei paesaggi, naturali, urbani ed umani che ogni giorno attraversiamo e restituendo un censimento dei bisogni, o dei fattori di accessibilità e inclusione, i “segni” della vita di comunità, i luoghi artisticamente rilevanti da recuperare e valorizzare, le good news e le buone storie locali”. E aggiunge Rita Miglietta, assessore comunale all’Urbanistica: “Ogni riflessione sulla città che parte dal desiderio di conoscenza e di esplorazione di luoghi, trasformazioni e relazioni sociali, è per l’amministrazione un’operazione preziosa, specie se dentro un processo di partecipazione, perché amplia la conoscenza collettiva e, aiuta una crescita comune. Ancora più importante è questa riflessione se vede protagonisti lo sguardo e l’azione dei giovani cittadini di Lecce, che potranno essere sempre più protagonisti del
suo futuro; io credo che ormai possiamo definitivamente archiviare l’idea che la comunità non partecipa alle scelte del governo della città, tante sono le esperienze promosse dal basso e dall’amministrazione in tanti quartieri e temi importanti per Lecce, che ci parlano di scelte condivise, siamo lieti pertanto di lavorare insieme a tutti i protagonisti di questo progetto e di  raccogliere i suoi esiti.”
Nella fase preparatoria del progetto curata da Ettore Bambi, la Fondazione Emmanuel ha condiviso con il Comune e le due Associazioni di categoria le visioni, le criticità, lo stato della vita sociale, i progetti di sviluppo dei seguenti rioni cittadini che saranno oggetto delle escursioni nomadi On Line:
1) rione “Giravolte” – rione “Bombarde” – area della parrocchia San Matteo (tutte e tre aree del centro storico a marcata residenza interetnica); 2) area di viale Lo Re, via Duca degli Abruzzi e zona stazione F.S. – 3) rione San Pio e zona delle abitazioni studentesche di via Taranto sino a Borgo Pace ; 4) circuito delle case popolari di Santa Rosa, 5) marina di San Cataldo e Frigole; 6) zona Aria Sana e Casermette.
Gli incontri di queste Esplorazioni Partecipate On-line (sei quanti sono i rioni, se ne terranno due al giorno) si svilupperanno sulle piattaforme educative interattive delle due Scuole, dunque entreranno a pieno titolo nei programmi svolti quest’anno. Saranno guidati dall’esperto in performing media Carlo Infante, ideatore di Urban Experience, sulla base di uno storyboard (realizzato con le fotografie di Andrea Laudisa) connotato da particolari notazioni d’impronta “psicogeografica” tese a interpretare la condizione dei territori esplorati nell’ottica della resilienza urbana. Vi parteciperà lo staff di Fondazione Emmanuel, Confartigianato e Confcommercio.
Ciò che scaturirà dalle sollecitazioni visive, emozionali, sociali, artistiche, culturali, antropologiche dei percorsi sarà “restituito” al Comune e alla città e costituirà il contributo alla lettura della comunità fornito da cittadini cui di solito non è dato “partecipare” alle scelte.

All’ultima esplorazione parteciperà anche Paolo Naldini, ideatore del concetto di Demopraxia, nato all’interno dell’esperienza di ricerca di “Cittadellarte” di Michelangelo Pistoletto. Come assumiamo dalle sue parole: ” È ora che la società civile assuma la consapevolezza che il potere politico non sta soltanto nelle forme istituzionali elette in base alla rappresentanza: ogni organizzazione è un micro governo distribuito nel tessuto sociale. Le pratiche che in essa si compiono esercitano di fatto un potere di enorme portata. Il sogno della democrazia si realizza passando attraverso pratiche civiche, civili e quotidiane. Se il demos, cioè il popolo, arriverà ad avere realmente il potere, cratòs, sarà attraverso l’organizzazione delle sue pratiche.”

Così i dirigenti delle due scuole hanno condiviso il progetto: ” Il progetto rappresenta un anello di congiunzione tra scuola e realtà circostante e rientra, a pieno titolo, nel piano dell’offerta formativa di istituto, volto a privilegiare percorsi formativi finalizzati alla trasmissione e all’acquisizione di contenuti e competenze attinenti al concetto di cittadinanza attiva. Lo scopo del nostro istituto, infatti, è quello di promuovere nelle nuove generazioni, secondo le direttive del MIUR in materia di cittadinanza e costituzione, l’impegno in prima persona per il benessere proprio e altrui attraverso, anche, la tutela dell’ambiente quale bene comune. Il tentativo di ridare vita a quartieri “marginali” delle nostre città è, appunto, esercizio di cittadinanza attiva. (Dario Cillo, dirigente del Liceo “Virgilio-Redi”)”
“Una sfida sulla resilienza urbana può creare per la città di Lecce un nuovo modello di dialogo sociale ed interculturale, una scommessa culturale per mettere in connessione memorie,  relazioni e territorio attraverso l’azione partecipativa, ridisegnando un genius loci capace di fare innovazione territoriale. Il performing media storytelling darà forma alla partecipazione e la restituirà nel web coinvolgendo e sollecitando i discenti in processi di riflessione, coesione e “ridisegno sociale” nei diversi ambiti dello sviluppo sostenibile. La sfida posta ai nostri studenti e studentesse è quella di attivare una coscienza partecipativa, fisica ed empatica, coniugando web e territorio, il reale con il digitale ,in una visione partecipata del futuro. “(Salvatore Fasano, dirigente dell’I.T.C. “Presta Columella”)

scritto da: Carlo infante

  

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