La mappa del Coronavirus

Una mappa che dia forma ai dati in una serie di infografiche, è questa la peculiarità dell’attività di Francesco “Piersoft” Paolicelli, data scientist e attivista civico. Il suo è un caso emblematico di libero progettista che si mette in gioco, spinto da uno slancio volontario, per mettere a punto, da solo, le mappature che tracciano la situazione del contagio COVID-19 in una serie di visualizzazioni grafiche georeferenziate, consultabili con diversi layer (chiavi di lettura). L’attività di geocoding si basa sui dati rilasciati, in una licenza in formato aperto, della Protezione Civile. Il processo di acquisizione dei dati è quindi validato dal fatto che sia l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) sia il Ministero della Sanità utilizzano gli stessi dati.

Così definisce (cogliendo delle sue frasi, dalle varie interviste in rete) la sua straordinaria opera di mappatura, tesa a “realizzare una sorta di cerniera tra il mondo dei numeri e il mondo reale. La mappa e le infografiche, che sono libere, gratuite e senza scopo di lucro, nascono con questo presupposto, prendere dei dati e trasformarli in maniera semplice.  Man mano che io ho realizzato la prima mappa, mi è poi arrivata richiesta di farlo per regioni, per province, per numero di posto in terapia intensiva e così via. Nel tempo ho dunque costruito un sistema, che si chiama timeline, che mostra l’evolversi della pandemia. Lo stesso sistema, ci auguriamo tra poco, mostrerà poi come regredisce. In sintesi la mappa è una visualizzazione di tutti questi dati (totale casi infetti, numero attualmente infetti, numero deceduti, numero guariti, numeri posti letto in terapia intensiva, persone ricoverate, etc.) in forma geografica, che ho poi arricchito con altre infografiche, sempre con dati dinamici collegati alla Protezione Civile. Con questi dati si può facilmente vedere ad esempio se il tasso di mortalità sta aumentando, così come il tasso di letalità (che è una cosa diversa, ovvero il numero di deceduti fratto il numero totale casi).”

Grazie all’utilizzo geniale degli open data in questa mappa (tra le prime ad offrire una tale visualizzazione) si individuano, a colpo d’occhio, i casi di contagio provincia per provincia, lo sguardo d’insieme sull’andamento pandemico, i dati sulle terapie intensive e una timeline che mostra l’evoluzione dei contagi dal 24 febbraio ad oggi.

scritto da: Carlo infante

  
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