L’illuminazione pubblica come infrastruttura urbana da cui irradiare nuovi servizi

Per presentare l’opportunità che la rete di illuminazione offre partiamo da una visione che può rendere chiaro di cosa si sta parlando.
Vi chiedo di fare uno sforzo immaginifico e per focalizzare l’unica opera ingegneristica dell’uomo visibile dallo spazio, la rete di illuminazione mondiale, se avete la modo di osservarla è una fitta rete che descrive le città i paesi le strade i corsi dei fiumi e le coste, segna la nostra civiltà dove in qualche modo abbiamo portato civilizzazione e mentre da una stazione aerospaziale possiamo cogliere bene la diffusione capillare di questa infrastruttura dalla terra come la osserviamo
Sicurezza, risparmio energetico, design e integrazione estetica,  dal 1825 quando a Parigi è stata inaugurata la prima rete di illuminazione pubblica presentiamo così quella rete che dallo spazio lascia presagire altro.

 Insomma la domanda che vorrei porre è: stiamo valorizzando al massimo la rete di illuminazione?

Dopo questo cappello entrerei nell’ottica della filosofia As a Service per dichiarare: “Streetpole as a service
Questo periodo ci ha insegnato che un’infrastruttura pronta è la base per affrontare la richiesta di un servizio.

Prima lo avevamo capito con Amazon.  netflix,  sharing mobility e housing, oggi in contesti come la sanità pubblica ci siamo confrontati per gestire la nostra richiesta di Welfare, ma anche con la nostra  Business continuity   attivando le mondalità smart working .
Sono tutti esempi che alla base hanno un’infrastruttura ( tecnologica o procedurale).

Alosys è partita dall’esigenza che tutti i sensori, i dispositivi, e le comunicazione  hanno: usufruire di un’alimentazione continua e stabile.
Tutti i servizi erogati, che hanno alla base VAS (dispositivi a valore aggiunto) non possono utilizzare la rete di illuminazione pubblica come supporto se non si opera un’intervento di abilitazione per rendere la corrente fruibile sul circuito h24.
Ad oggi questa condizione non è presente, perché la rete di illuminazione elettrica è attraversata da corrente solo durante le ore notturne per ovviare all’alimentazione delle lampade di illuminazione

E’ nata così la nostra ricerca per fornire la rete di un dispositivo abilitante che non solo a risolvesse il problema, ma che lo facesse in modo efficiente.

il dispositivo doveva avere determinate caratteristiche:

  • Doveva avere requisiti rigidi in ambito di sicurezza
  • Doveva essere installato senza richiedere una nuova certificazione
  • Doveva essere installato velocemente
  • Doveva avere dimensioni piccole da non prevedere lavori in muratura
  • Doveva avere un prezzo competitivo
  • Doveva permettere la riduzione del tempo di installazione
  • Doveva offrire una soluzione universale (internazionale)
  • E per la sua natura universalità tempi e costi Doveva contribuire a diminuire il Digital Divede

Solo rispettando certi requisiti eravamo sicuri di fornire un’opportunità concreta a tutta la rete di illuminazione e ai comuni che ne detengono i diritti e gli oneri.

Ad oggi infatti la spesa dell’illuminazione pubblica ammonta al 30% delle spese della municipalità è di fatto un centro di costo.
Ma cosa succederebbe se la rete di illuminazione fosse messa a disposizione per servizi evoluti di ricarica elettrica, di connessione wireless, di supporto per stazioni di controllo meteo.
il comune riuscirebbe a metterebbe a bilancio le proprie infrastrutture abilitanti a supporto di servizi pubblici o privati
Questo se non solo nei grandi comuni, ma anche nelle piccole comunità.

Aggiunto da maurocarulli

scritto da: maurocarulli

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