Lo cunto de li cunti – nella città di Napoli durante la terribile pandemia dell’a.d. 2020

È partito sabato 14 marzo il progetto digitale di Mariano Bauduin ispirato al “Pentamerone” (“Cinque Giornate”, poema edito fra il 1634 e il 1636 a Napoli) di Giambattista Basile dal titolo “Lo cunto de li cunti – nella città di Napoli durante la terribile pandemia dell’a.d. 2020”.
L’idea consiste nella realizzazione, con i mezzi a disposizione di ognuno dei cuntisti (smartphone, tablet, telecamere), dei video racconti dell’intero Cunto de li cunti. Ogni sera il video è pubblicato alle 20.30 sui canali Facebook, Instagram e Youtube del The Beggars’ Theatre e sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

“Mi sono sempre domandato perché il Basile, approfondito conoscitore del già imponente lavoro boccaccesco del Decamerone, non avesse avuto la brillante idea di tradurre in napoletano l’Opera; in fondo, a Napoli, era una prassi abbastanza consueta e con pregiatissimi esempi” spiega il regista e direttore artistico del The Beggars’ Theatre, Mariano Bauduin. “In effetti, anche se non ne fu fatta una traduzione, è chiaro l’altissimo riferimento che il Basile volle avere al Boccaccio. Infatti, avvedutamente, sono state sostituite le leggiadre giovani narratrici delle dieci giornate boccaccesche con dieci laide vecchie bavose, gobbe, gozzute, sciancate, a evidenziare la contrapposizione intenzionalmente parodistica del linguaggio, così com’è nel costume letterario di Napoli. Eppure, ciò non toglie che la prassi fosse più che diffusa, e non solo in Italia; da un attento studio fu evidenziato che il Boccaccio stesso, venuto a Napoli per studio, trovò nella libreria di re Roberto il Panciatantra, un’opera consistente in cinque volumi di novelle intercalate da componimenti poetici di carattere proverbiale. L’originale redatto in sanscrito risultava tradotto in arabo. Con ogni probabilità, il Boccaccio ne fece una versione in latino, da cui, forse, partorì la struttura del Decameron. Ne deriva evidente come le culture narrative, spesso, si siano vicendevolmente influenzate e contaminate. Sia in un verso che nell’altro”.

Tra i cuntisti i membri della compagnia Gli Alberi di Canto Teatro e artisti che hanno collaborato con il Beggars’ Theatre di San Giovanni a Teduccio nelle ultime stagioni: GGaetano Amore, Mario Brancaccio, Virgilio Brancaccio, Giuliana Carbone, Elisabetta D’Acunzo, Sergio del Prete, Fabio Di Gesto, Chiara di Girolamo, Francesca Fedeli, Renata Fusco, Lello Giulivo, Maurizio Graziano, Ernesto Lama, Fortuna Liguori, Matteo Mauriello, Antonella Morea, Francesca Morgante, Maurizio Murano, Maria Claudia Pesapane, Paolo Romano, Anna Spagnuolo, Patrizia Spinosi, Fausta Vetere e Enrico Vicinanza. Un’operazione artistica unica, interamente realizzata durante l’emergenza Covid, che vanta, oltre al cast fisso composto dalla compagnia Gli Alberi di Canto Teatro e dagli artisti del The Beggars’ Theatre,
La conclusione del Pentamerone, che cade in una data simbolica come il 1 maggio, vedrà coinvolti Mariano Bauduin, Pino De Vittorio – storico interprete del teatro italiano e profondo conoscitore della tradizione musicale del Sud Italia – e tutti gli artisti che hanno partecipato.

“Ciò che ci rende orgogliosi della nostra iniziativa” continua Bauduin “è il fatto di aver messo in evidenza come la società abbia bisogno di essere messa in stretto rapporto con le proprie radici mitiche. Già Propp e Claude Levi-Strauss hanno indagato sulla funzione sociale della fiaba, che narra quel che un tempo ‘si faceva’ e nell’ordine esatto in cui ‘si faceva’, vale a dire che le favole avevano un’importantissima funzione rituale. A tale funzione abbiamo creduto dover riferirci in un momento storico in cui Rito sociale, Rito Collettivo, Rito storico dovrebbero risvegliare in noi il senso e il valore di ‘comunità’ che, forse, potrebbe aiutarci ad uscire da questa profonda crisi globale, la quale non può ridursi alla sola comparsa di un ‘virus sterminator’ , bensì a un crollo di importanti valori sociali e collettivi”. (Andrea Del Gaudio)

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