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    Massimo pubblicato nel gruppo Il riavvio della piattaforma: RiavviaItalia 2.1

    1 mese, 3 settimane fa

    Creare una piattaforma come RiavviaItalia non è banale, non tanto (e non solo) da un punto di vista prettamente tecnologico, ma soprattutto dal punto di vista logico. Con Carlo ci siamo più volte interrogati su come organizzare i contenuti, quali forme di ingaggio attivare per far partecipare gli utenti ecc.

    La scelta più “drammatica”, ma anche quella più volte difesa con forza, è stato quella di non usare piattaforme social di terzi (Facebook in primis) come strumenti principali. Sarebbe stato facile e veloce aprire una pagina su FB (anzi lo abbiamo anche fatto) e un gruppo e limitarsi a far vivere questa nostra esperienza solo in quella dimensione social.
    Ma volevamo poter mantenere sia il controllo dell’esperienza che, soprattutto, l’organizzazione e l’esistenza stessa dei contenuti.
    Per questo il Forum, sebbene apparentemente sia uno strumento un po’ caduto in disuso (ma esperienze come Reddit, affondano le radici in quel terreno fatto di bit) è stato riutilizzato per attivare quello che Carlo definisce il “commentario” a corredo dei contenuti che abbiamo pubblicato e raccolto.
    Uno strumento come un Forum consente di entrare in profondità nei discorsi, e di lasciare una traccia ben evidente e organizzata di questi confronti.
    Ogni post (o scheda) che pubblichiamo su RiavviaItalia, “accende” un topic nel nostro forum. Ogni commento che lasciate a questi post, si aggiunge alla discussione di quel topic, offrendo una lettura parallela (e sincronizzata) e un modo più idoneo per attivare un confronto.

    Stiamo sperimentando altre modalità come quella in cui siete ora, il gruppo, più simile a una dinamica da social network, e quindi più immediata e che consente una interazione (speriamo) veloce, semplice e familiare.

    Ne attiveremo altre e, probabilmente, altre verranno magari soppresse se non otterremo risultati, è un processo in fieri a cui vi invitiamo a partecipare.

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    1 Commento
    • Fare comunità è, paradossalmente, come fare soldi. Serve una massa critica per attrarre. Ma qui non vogliamo fare comunità ma interagire con più comunità differenti, anche perché sappiamo bene quanto comunità sia un concetto plurale. Dopotutto, per quanto mi riguarda, sono decenni che rifuggo l’aggregazione e le appartenenze. Amo più l’intelligenza connettiva che l’intelligenza collettiva. Mettere a punto un social network per comunità senzienti è un bel desiderio…e ci ricordiamo che desiderio significa mancanza di stelle…ci manca un buon posto dove sviluppare confronto connettivo, siamo stufi di regalare tempo e neuroni ai social media (che useremo comunque per riverberare).