Rilanciamo questo articolo di Federica Meta su corrierecomunicazioni.it che consideriamo utile a mettere a fuoco un processo che auspichiamo da tempo (per quanto mi riguarda da ameno 25 anni). Sul piatto di ci sono da giocare, in due anni, 5,4 milioni di euro per pilotare il processi della trasformazione digitale che va ben oltre la semplice digitalizzazione che è mero trasferimento tecnologico bensì quella digitalità che sottende nuovi stili di vita, nuovi paradigmi. Ovvero quelle nuove chiavi interpretative della nostra evoluzione sociale, a partire dalle inedite transazioni come si prospettano con la blockchain.

 

Si allargano le competenze del Comitato interministeriale per la transizione digitale (Citd), si specifica il numero del personale addetto e vengono stanziate risorse ad hoc. Lo prevede il dl Ministeri, licenziato dal Consiglio dei ministri.

Nella prima versione del provvedimento era previsto che il Comitato avrebbe dovuto occuparsi “delle decisioni strategiche necessarie a garantire la coerente e puntuale declinazione della strategia nazionale per la transizione digitale”. Ora invece vengono riportate competenze assai più specifiche: “Esame delle linee strategiche, delle attività e dei progetti di innovazione tecnologica e transizione digitale di ciascuna amministrazione, anche per valorizzarli e metterli in connessione tra loro in modo da realizzare efficaci azioni sinergiche; esame delle modalità esecutive più idonee a realizzare i progetti da avviare o già avviati; monitoraggio delle azioni e dei progetti in corso volto a verificare lo stato dell’attuazione delle attività, individuare eventuali disfunzioni o criticità e, infine, elaborare possibili soluzioni e iniziative”.

Inoltre sono ricomprese prioritariamente nelle materie di competenza del Comitato le attività di coordinamento e monitoraggio dell’attuazione delle iniziative relative:

a) alla strategia nazionale italiana per la banda ultralarga, alle reti di comunicazione elettronica satellitari, terrestri mobili e fisse;

b) al fascicolo sanitario elettronico e alla piattaforma dati sanitari;

c) alle iniziative per lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie emergenti dell’intelligenza artificiale, dell’internet delle cose (IoT) e della blockchain.

Il decreto stabilisce anche il numero di addetti che andranno a lavorare nel Comitato: saranno 60, 25 tra il personale della Pubblica amministrazione in comando o fuori ruolo e 35 esperti della materia non dipendenti della PA. A tal fine vengono stanziati 2,2 milioni di euro per il 2021 e 3,2 nel 2022.

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