Paesaggi Umani. Distillare storie esplorando geografie. Il performing media storytelling per l’innovazione adattiva. Talk per il Museo delle Periferie

Domenica 14 marzo alle ore 11,30, al Teatro di Tor Bella Monaca

Incontro introdotto da Antonio Pavolini nell’ambito del ciclo di conferenze (vedi il programma) del Museo delle Periferie

Talk di Carlo Infante su Paesaggi Umani. Distillare storie esplorando geografie. Il performing media storytelling per l’innovazione adattiva

 

Dove finisce la notte, dove comincia la città? Dove finisce la città, dove cominci tu? (Nâzım Hikmet)

È un gesto politico-poetico di urbanismo tattico esplorare i paesaggi umani di qualsiasi periferia, comprese quelle che si trovano tra le pieghe delle aree interne e di centri che hanno perso la memoria.

L’obiettivo è far parlare la città, camminandola e rilanciandola via radio (locale, con sistemi whisper-radio e al contempo globale con lo streaming via web radio) con i walkabout che lasciano tracce georeferenziate su una mappa parlante, in cui ascoltare le voci dei territori coinvolti in esplorazioni in cui si accende sguardo partecipato. È un metodo che rivela il suo etimo (methodos: riflettere camminando) permettendo di tradurre azioni senzienti e psicogeografiche in scrittura esperienziale sul geoblog, per trarre e distillare storie dagli indizi raccolti nelle geografie urbane. Frammenti di storie senza struttura narrativa ma evocativi e performanti, capaci di riaccendere l’attenzione sul genius loci perduto.  Si tratta di un performing media storytelling che ripristina il senso naturale delle cose e insieme batte il tempo di una evoluzione antropologica che gioca con le nuove sensibilità digitali per attuare un’innovazione adattiva che faccia del web un nuovo spazio pubblico e si misuri con la creatività sociale diffusa. Una tensione desiderante tesa a rivelare l’autenticità di un concetto strategico come quello della resilienza urbana.

Il paesaggio è la risultante di un luogo, non è solo un’impronta geologica ma un’autobiografia composta da echi di storie disseminate nelle geografie di una città. E a proposito di Roma ciò acquista un valore ancora più singolare: è un mondo in cui sono stratificate impronte di Storia millenaria che ci insegna su come affrontare il declino, trasformandolo in rigenerazione, da sempre. Un paesaggio è come il volto di un territorio, una forma segnata dalla vita che scorre lasciando segni che incidono nelle coscienze, scorrendo come un torrente carsico, dentro. E’ questo lo spirito con cui Urban Experience esplora i territori, rilevando le tracce di chi li ha vissuti e attraversati, con sguardo psicogeografico e pensiero laterale, per rivelare il senso di quei luoghi interpretandone la trama. In una ricomposizione di tracce che delineano Paesaggi Umani fatti di antropizzazione, storie inscritte nelle geografie, riscatto sociale, politiche e poetiche. Una prima traccia progettuale su Paesaggi Umani è stata avviata nel 2009 nelle Marche picene, promossa da Comunanze.net, un social networking territoriale nato prima dell’impatto di Facebook (utilizzando la piattaforma partecipativa Ning) sulla scia dell’insegnamento di Performing Media all’Accademia di Belle Arti di Macerata dai primi anni del 2000. Quel termine arrivò la Licia Canicola che seguì da vicino Joyce Lussu, scrittrice e partigiana (medaglia d’argento al valor militare), curatrice e traduttrice dell’opera di Nâzım Hikmet, tra cui la raccolta di scritti dal titolo “Paesaggi Umani”, pubblicata da Lerici nel 1966. Hikmet, poeta turco, influenzato dal sufismo (il nonno era un derviscio Mevlevi), rivoluzionario, amico di Majakovskij, concepì quell’opera negli anni del carcere, dal 1938 al 1950. Si dice che gli negarono la possibilità di scrivere e trovò il modo di far imparare i versi a memoria ai suoi compagni di cella, perché potessero trascriverli quando fossero stati messi in libertà. Un suo verso mi risuona spesso nella testa: “Sono per la chiarezza senza ombre del sole allo zenit, che non nasconde nulla del bene e del male.”

ore 12,30 da Teatro Tor Bella Monaca, a seguito del talk, walkabout Dibattito peripatetico

La preparazione del talk ha generato un libro edito da Bordeaux.

Il concetto di Paesaggi Umani è riemerso come una vena carsica d’ispirazione declinata in una serie di azioni a Roma dal 2018 e convogliata in un progetto triennale per Contemporaneamente di Roma Capitale che si svolge dal 7 marzo per concludersi con questo talk, nell’ambito di Paesaggi Umani. Esplorare la città, raccogliendo storie nelle geografie urbane per una mappa parlante.

 

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