Paesaggi Umani. Esplorare la città, raccogliendo storie nelle geografie urbane per una mappa parlante

RiavviaItalia è partner di questo progetto di Urban Experience per Roma Capitale che delinea una nuova sensibilità nel promuovere i “paesaggi umani”: le storie inscritte nelle geografie romane. I format di performing media storytelling, di cui abbiamo già trattato in questa piattaforma, fanno la differenza nel coniugare la narrazione dei luoghi e l’azione di esplorazione che coinvolge i partecipanti, usando sistemi radio, mappe web, streaming webradio (ben prima dell’attuale ossessiine da streaming dell’ultimo anno) e geo-podcast.

 

Dal 7 al 14 marzo 2021 si svolge, itinerante per la città e in streaming web-radio, “Paesaggi Umani. Esplorare la città, raccogliendo storie nelle geografie urbane per una mappa parlante”. Il progetto, promosso da Roma Culture, è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022, curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

Esplorando i Paesaggi Umani faremo parlare la città, camminandola, con passo leggero e distanziato, entrando dentro le storie e uscendo nel web. Con i nostri walkabout rilanceremo via radio (locale, con radio-cuffie e al contempo globale con lo streaming via web radio) le nostre esplorazioni partecipate (sia in presenza, per pochi, sia on line) lasciando poi tracce georeferenziate su una mappa parlante, in cui ascoltare le voci dei territori toccati, sia sulla web-radio (radiowalkabout.it) sia sull’app Loquis.

Cliccando sui punti attivi del geoblog si ascolteranno così i Paesaggi Umani (i podcast georeferenziati) delineati sia dall’evocazione delle storie di protagonisti emblematici sia dagli spettatori-cittadini attivi che esplorando luoghi significativi esplorano se stessi, interpretando le loro domande di resilienza urbana.

Storie come quelle che riguardano Sisto V “er papa tosto”, in vista del Cinquecentenario della nascita del Papa che rifondò Roma dopo il Sacco dei Lanzichenecchi; quelle delle Cave di sampietrino intorno all’Appia Antica dove l’archeologia industriale s’incontra con l’archeologia antica contrassegnata dalla Regina Viarum, in un ecosistema che rimanda all’Arcadia; quelle del nido d’amore di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman; quelle degli Uccelli, l’ala creativa del Movimento del 1968, ripercorrendo quell’avventura politica coniugata con una poetica che generò il concetto di “riprendiamoci la città” e sulla storia di uno di quegli Uccelli, Paolo Ramundo, che avviò una delle prime esperienze di agricoltura multifunzionale a Casal del Marmo; quelle di un assessore come Renato Nicolini che inventando l’Estate Romana, emancipò la città dagli “anni di piombo” facendola riprendere ai cittadini; quelle di Don Sardelli, il maestro del campo barbarico che negli anni Sessanta, sulla scia di Don Milani, contribuì al riscatto sociale di Tor Fiscale; quelle di Cristina di Svezia, la “regina di Roma”: una delle donne più interessanti della Storia che nel Seicento portò a Roma la “Atene del Nord”, accolta come una Regina da una città che fece del Barocco un dispositivo culturale magnifico con feste che reinventarono gli scenari urbani (in un percorso condotto con l’autrice-attrice Gaia Riposati e la Nuvola interattiva); quelle misconosciute di Raffaele Fabretti, il “principe della Romana Antichità”, di fatto il primo sovrintendente alle archeologie dimenticate e cotte per farne calce, che a metà del Seicento avviò l’Accademia dell’Arcadia; quelle di Roxana Roman che ha contrastato la prepotenza dei Casamonica nel suo bar nella Romanina dove accadrà, mimetizzata, una performance di Consuelo Ciatti ispirata a Beckett; quelle di Maria Montessori, la scienziata dell’educazione, parlandone con i ragazzi del Viscontino nella scuola che frequentava da ragazza; quelle del Mercato di Testaccio mangereccio, assaggiando e parlando di Quinto Quarto (l’algoritmo del cibo paradossale) e food design; quelle della San Lorenzo artigiana seguendo le tracce degli artigiani che lavorano per l’arte contemporanea; quelle della Quadriennale esplorando i confini che si attestano Fuori dagli schemi; quelle del Tevere fluens, rilevando storie accadute sulle sue sponde, come quelle dell’eccidio delle donne in assalto ai forni del 1944. Il progetto si conclude al Teatro di Tor Bella Monaca, per il ciclo di conferenze del Museo delle Periferie, con un talk di Carlo Infante, curatore di Paesaggi Umani, changemaker e presidente di Urban Experience, dal titolo Paesaggi Umani. Distillare storie esplorando geografie a cui seguirà un walkabout – dibattito peripatetico.

Partner del progetto Paesaggi Umani sono: VII Municipio di Roma Capitale, Fondazione Raffaele Fabretti, Georadio, Italia SmArt Community, Comunità Educante Diffusa del VII Municipio,  La Torre Del Fiscale, MArteLive, Pio Sodalizio dei Piceni, Mercato di Testaccio, Collettivo Oxford, Roxy Bar, Ass. Riachuelo, AAMOD, Università Mercatorum, RiavviaItalia,

Tutto si svolge all’aperto, con i sistemi radio che garantiscono distanziamento fisico, sollecitando la prossimità sociale. Tutte le azioni sono a ingresso libero e gratuito. Prenotazione fondamentale a info@urbanexperence.it, WhatsApp: 3358384927 (indicare nome e cognome di tutti i partecipanti, oltre a un cellulare di riferimento). Si invita inoltre a portare le proprie cuffie dello smartphone (quelle con mini jack).

Streaming web-radio su www.radiowalkabout.it

Hashtag #paesaggiumani #cultureroma

Info e contatti:

www.urbanexperience.it | info@urbanexperience.it | 3393669717 | wapp 3358384927

Paesaggi Umani

Il paesaggio è la risultante di un luogo, non è solo un’impronta geologica ma un’autobiografia composta da echi di storie disseminate nelle geografie di una città come Roma, in cui sono stratificate le impronte di una Storia millenaria che ci insegna su come affrontare il declino, trasformandolo in rigenerazione.

Un paesaggio è come il volto di un territorio, una forma segnata dalla vita che scorre lasciando segni che incidono nelle coscienze, scorrendo come un torrente carsico, dentro. È con questa convinzione che Urban Experience esplora i territori, rilevando le tracce di chi li ha vissuti e attraversati, con sguardo psicogeografico e pensiero laterale, per rivelare il senso di quei luoghi interpretandone la trama. In una ricomposizione di tracce che delineano Paesaggi Umani fatti di antropizzazione, politiche e poetiche, storie inscritte nelle geografie, riscatto sociale.

La definizione che diamo a queste esplorazioni è walkabout per creare le condizioni abilitanti attraverso conversazioni peripatetiche tese a qualificare il coinvolgimento dei partecipanti. Per essere più precisi: si tratta di un format di innovazione culturale che si connota come esplorazione partecipata, utilizzando media radiofonici e web per sollecitare quelle dinamiche realmente interattive di cui è alimentato il performing media storytelling, in cui la narrazione è inscritta nell’azione. Ciò permette di interpretare l’innovazione al di fuori delle inerzie convenzionali dei social media, usandoli con criterio per esprimere una folksonomy, ovvero una tassonomia popolare della storia e della geografia della città. Un approccio inscritto nelle strategie dell’innovazione adattiva, tesa ad armonizzare l’avanzamento tecnologico con l’evoluzione umana, come nel rilevare la sentiment analysis dei flussi di dati che si produrranno sui social, attraverso la Nuvola interattiva che seguirà alcuni walkabout.

Si camminerà per la città come un flusso vitale, una festa mobile di coprogettazione, come una smart community nomade che esercita un urbanismo tattico teso a ripensare il contesto urbano, mappando d’impronte senzienti un geoblog che sia funzionale a rilanciare il desiderio di ascoltare Roma, con le sue storie inscritte nelle geografie, da nord a sud, dal centro alle periferie dove nell’antichità, lungo le vie consolari, c’era la città più bella.

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