PUNTI SULL’ECONOMIA FONDAMENTALE: VIII. TRANSIZIONE VERSO I MODELLI PARTECIPATIVI DELLA PIANIFICAZIONE URBANA

Ogni città, paese e area rurale periferica dovrebbe sviluppare piani di transizione, nel quadro di frames abilitanti definiti dagli stati nazionali e dall’Unione Europea. Il benessere collettivo e la sostenibilità ambientale dovrebbero esserne i principi-guida.

Una parte importante della vita politica è locale, e la fornitura dei beni e dei servizi fondamentali è radicata nei territori. Per questo sono importanti piani che tengano conto delle specificità locali, sviluppati con il contributo dei cittadini, utilizzando strumenti di partecipazione innovativi. Assemblee e comitati di cittadini possono produrre messaggi contrastanti, ma si tratta di indispensabili supplementi alla democrazia rappresentativa.

I nostri studi di comunità mostrano che i cittadini esprimono priorità spesso ignorate dalla politica “dall’alto”, come l’esigenza di infrastrutture per la socialità, il cui valore non può essere misurato con le ordinarie metriche economiche, tanto sofisticate quanto semplicistiche. Allo stesso tempo, dobbiamo prendere atto che l’emergenza climatica richiede cambiamenti profondi nei modi e negli ambienti di vita e di lavoro, perché le abitazioni, i trasporti e la nostra alimentazione sono responsabili di oltre la metà delle emissioni di anidride carbonica. Se vogliamo evitare che divieti e disincentivi economici producano reazioni di rigetto, abbiamo bisogno di partecipazione su scala locale. Le città europee in cui si addensa la maggior parte della popolazione combinano la vivibilità con l’insostenibilità. Attraverso lunghe catene di approvvigionamento, trasporti basati sull’automobile e sistemi energetici ad alte emissioni stanno già consumando una quantità di risorse naturali che eccede da tre a quattro volte la soglia di sostenibilità globale. Abbiamo bisogno di inaugurare un nuovo tipo di pianificazione urbana e regionale. Il piano strategico PEM (Partneriato Euro Mediterraneo) di Barcellona, centrato su aria, acqua, energia, abitazioni e cibo, costruito attraverso la facilitazione e non con il dirigismo, può essere un esempio-guida. (Foundational Economy Collective)

(segnalata da Vincenzo Fischetti)

scritto da: Carlo infante

  

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