Storie in Quarantena. Cronache di vita a un metro di distanza

Cosa rimarrà di questa pandemia sui libri di scuola?
Tabelle e grafici a ricordare il numero di contagi, decessi e guarigioni.
E poi le foto delle strade deserte, degli aeroporti e dei treni vuoti.

Ma mancheranno le nostre storie, quelle di tutti i giorni.

Le code per la spesa, le canzoni improvvisate sul balcone, le videochiamate con il nonno, i giochi in famiglia. Lo smart working, le convivenze forzate, la lotta alla solitudine, alla noia, all’isolamento.

Presto avremo bisogno di ricordare e rileggere le emozioni e i pensieri di oggi. I nostri, quelli dei nostri amici, e di tutte le persone sconosciute che, come noi, stanno vivendo tutto questo.

Aiutiamoci a non dimenticare. Oggi, domani, mai.

Puoi inviare storie e aneddoti in formato racconto scritto o audio WhatsApp.
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Partecipare a Storie in Quarantena significa accettare che le storie vengano rese pubbliche, così da essere lette da quante più persone possibili.

Le generazioni future leggeranno di quando un’intera nazione si è ritrovata chiusa in casa, per la prima volta nella storia. Leggeranno del virus, delle mascherine, degli ospedali affollati. Il numero di infetti, i decessi e le guarigioni.
Ma c’è qualcosa che i libri di scuola non racconteranno.
Qualcosa di importante e prezioso che la nostra memoria sta rischiando di perdere.
Le storie di tutti i giorni. La quotidianità delle nostre vite alle prese con una condizione straordinaria.

Prendi gli aneddoti, le riflessioni, le stranezze di questi giorni di isolamento forzato.
Gli aperitivi online e le partite a Pictionary con lo schermo condiviso insieme ai tuoi amici: l’avresti mai detto?
E che dire di quell’improvviso e irrefrenabile desiderio di pulire tutte le fughe delle piastrelle, perché il tempo sembra non passare mai?
Poi le chiacchiere da balcone a balcone, la caccia all’ultimo rotolo di carta igienica al supermercato, le discussioni in famiglia per stabilire se una cassa di birre possa essere considerata un bene di prima necessità o meno.
E infine lui, quel sottile ma crescente desiderio di abbracci, di contatto umano, di sentirci improvvisamente tutti più vicini.
Quel bisogno di raccontare cosa significa ritrovarsi, all’improvviso, privati di qualcosa che fino a un istante prima era certezza.
La libertà di poter essere liberi. Di muoverci, di decidere come trascorrere le nostre giornate, di abbracciarci.
Stiamo lanciando nel caos dei social media tutte queste piccole grandi avventure quotidiane.
Storie che, al terzo scroll, andranno perse.
E fra qualche anno, chissà.
La storia del COVID-19 non è fatta solo di dati statistici, ma anche di frammenti di vite umane tutte da raccontare, leggere e ricordare.
Storie in Quarantena sarà la piazza che ospiterà questi racconti.
I protagonisti: tutti noi.

scritto da: Carlo infante

  
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